CHI SIAMOSiamo arrivati a Montenidoli, richiamati dalla spiritualità delle Madonne col Bambino dallo sfondo dorato dipinte da Maestri Senesi del XIII secolo, opere che trasmettono un unico e ammirevole messaggio al mondo.
Sergio, il Patriarca, era un professore, e abbiamo avuto molti bambini con bisogni speciali di cui occuparci durante le estati, e tutti hanno preso velocemente la loro strada. E quando se ne andarono, un bambino rimase per essere sorretto, il più complicato: le nostre terre abbandonate. Infatti eravamo arrivati in una terra superba, coltivata prima dagli Etruschi, poi dai Romani, e poi, alla fine del Medio Evo, dall'Ordine dei Cavalieri Templari. Quando i Templari si sono dovuti allontanare l'hanno data ai contadini, che la abbandonarono all'inizio del '900, attirati dalle promesse dell'industria e chiamati a combattere nelle due guerre mondali. Tutto ciò che trovammo furono alcune vigne, soffocate dai rovi, e attorcigliate attorno agli olmi che le reggevano, secondo un sistema di coltivazione e piantagione vecchio come la viticoltura stessa. Ma Elisabetta aveva la terra nel sangue, grazie alla sua famiglia che aveva coltivato vigne e olivi a Custozza, non lontano da Verona fin dal '700, e anche grazie alla sua infanzia, trascorsa tra le vigne della Valpolicella. Abbiamo cominciato a rompere le zolle di terra e a creare un pò di sottobosco, allevando lombrichi e conigli per il loro prezioso concime. Ora, lasciamo la zappatura alle radici delle piante che seminiamo nei vigneti, e ariamo ogni primavera. Lo zolfo e il rame sono le uniche sostanze che usiamo contro i parassiti, e le usiamo solo se veramente necessario, perchè crediamo che la luce del sole e l'aria pulita sono le migliori medicine per rendere le nostre vigne salubri, forti, e resistenti alle malattie e alle intemperie. |