SAN GIMIGNANO
Il questo splendore di contatti e di comunicazioni San Gimignano è una tappa quasi obbligata. Lo Spedale di Santa Fina, La Collegiata, il Castello, le torri sono lorgoglio dei cittadini che possiedono fondaci in Asia Minore e frequentano le grandi fiere che cominciano ad aprirsi nel Nord Europa. I palazzi si ornano di motivi architettonici, desunti dagli stili più diversi, i cavalieri Templari, del Sacro Ordine di Gerusalemme, scolpiscono la loro croce sui frontoni delle Chiese. Gli affrescatori raccontano le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, popolandole del brulichio di questa nuova vita. Il rigido misticismo che aveva governato il Medio Evo lascia il posto alle delizie della vita terrestre, come ci testimoniano i pittori di Siena e di San Gimignano, in un messaggio rimasto unico per luce, equilibrio e perfezione. Con la chiusura della via della seta e il fanatismo degli Ottomani si alzano le barriere: il tentativo di Cristoforo Colombo di aggirarle sarà illusione: finisce il sogno dellunione dei due Vecchi Continenti. In Europa lOra et labora dei centri benedettini, che scandiva il trascorrere della giornata, darà al tempo occidentale un ritmo diametralmente opposto a quello dellAsia. San Domenico ed i suoi Santi Padri aiuteranno la Chiesa a tramutarsi in unico presidio della verità. Luomo, ormai padrone della terra, diventa lEroe del Rinascimento in Europa, capace di imprigionare lo Spirito nella Forma. Comincia il nostro tempo. San Gimignano si addormenta nella sfera di Firenze; Siena, troppo raffinata per accettare nuove vie, si ripiega in se stessa in memore, elegante, aristocratico riserbo. |